FIOM-CGIL SICILIA
 
COMUNICATO

 

MAURIZIO LANDINI  DALLA SCORSA NOTTE ALLE ASSEMBLEE IN ST MICROELECTRONICS A CATANIA
 
Palermo, 19 dic- Il segretario  generale della Fiom Cgil nazionale, Maurizio Landini, dalla scorsa notte partecipa alle assemblee indette dal sindacato dei metalmeccanici alla St Microelectronics di Catania. L’occasione è offerta anche dal rinnovo delle RSU.  Al momento, i rappresentanti catanesi di Fim Cisl, Fismic Confsal e Uglm Ugl hanno rassegnato le dimissioni in concomitanza con l’interruzione delle trattative in corso da parte dell’azienda. I 3800 lavoratori della St sono come sospesi in un limbo, con il rischio che il piano industriale non mantenga l’impegno di nuovi investimenti a Catania e che invece percorra la strada della chiusura della sezione “sei pollici”.

Con Landini, stamattina, c’erano il segretario regionale Fiom Giovanna Marano, il provinciale Stefano Materia e il segretario confederale della Camera del lavoro Giacomo Rota.

  

 Dichiarazione di Maurizio Landini:

 

“E’ necessario che la St si renda disponibile a fare una discussione , a  “mettere le carte sul tavolo”. E’ ciò che viene chiesto da queste assemblee: i lavoratori vogliono capire concretamente quali siano gli investimenti  che si vogliono fare.  Viviamo una situazione difficile: c’è il rischio di un’ altra cassa integrazione, e  allo stesso tempo il rapporto stesso fra i sindacati è in una fase delicata. C’è una certa divisione che di certo non fa bene alle persone che lavorano.

 Riteniamo dunque utile che si vada al rinnovo delle RSU, e che ciò sia possibile attraverso la democrazia, superando le divisioni. Noi proponiamo che la rappresentanza sindacale sia composta in base ai voti che ogni organizzazione raccoglie. Tutti devono essere messi nelle stesse condizioni,  e questo deve essere il metodo anche quando ci sono in ballo idee diverse tra i sindacati. I lavoratori devono avere la possibilità di poter votare, di potere decidere sempre sugli accordi che li riguardano.

Queste ci sembrano condizioni utili per poter togliere ogni alibi all’azienda e poter fare una discussione vera  sul futuro, sugli investimenti da fare in un’impresa particolarmente importante per il paese e per la Sicilia.

Quello che sta succedendo in Sicilia non è però molto diverso da ciò che sta accadendo in Italia. Il nostro Paese è molto arretrato, e sono aumentate le diseguaglianze, ma non si stanno affrontando le radici della crisi.

C’è bisogno di un piano straordinario di investimenti pubblici che rimettano in opera anche un’ diversa idea di sviluppo. Le risorse vanno trovate anche istituendo una patrimoniale, combattendo l’evasione fiscale e l’illegalità e rimettendo  al centro i diritti delle persone che lavorano e un’altra  concezione di sviluppo sostenibile.

Per fare questo, c’è bisogno che Governo, forze sociali e Università lavorino nella stessa direzione e che si rimetta al centro degli interessi il lavoro.

Bisogna tassare le rendite finanziarie, favorire gli investimenti, ridistribuire il lavoro. Oggi abbiamo invitato i lavoratori a partecipare alla grande manifestazione nazionale indetta dalla Fiom il prossimo 11 febbraio,  a Roma sia per difendere il contratto nazionale, sia per chiedere un cambiamento delle politiche del governo e rimettere al centro la democrazia, dentro e fuori le fabbriche”.

A proposito delle nuove forme di protesta che stanno interessando la Sicilia in questi giorni, Landini sottolinea che, “ciò che sta accadendo indica un malessere molto forte. Le forme con cui si manifesta devono fondarsi sulla democrazia, sulla non violenza e sulla costruzione del consenso. Mi interessa però capire se tutti siamo d’accordo su temi quali la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione e all’illegalità. Questi devono essere valori dai quali non si può prescindere”.

 

RMDN